Si è conclusa la quinta edizione del progetto “Benessere emotivo e relazionale nelle scuole” promosso dal comune di San Benedetto del Tronto nelle scuole cittadine per sostenere lo sviluppo delle competenze emotive e sociali dei giovani del territorio. Quest’anno agli Istituti Comprensivi (Nord, Centro, Sud), al Liceo Classico “G. Leopardi” e all’I.I.S. “Guastaferro” si sono aggiunti l’IIS “Capriotti” e la Primaria “Maria Immacolata”.
L’iniziativa, svoltasi tra ottobre 2025 e maggio 2026, è stata attuata grazie alla collaborazione tra Comune, scuole, professionisti (psicologi e sociologi), docenti e famiglie e ha visto la partecipazione di ben 1200 studenti di età compresa tra i 10 e i 19 anni che hanno partecipato ai laboratori di gruppo. Più di 180 di essi hanno usufruito di colloqui individuali presso lo sportello di ascolto.
Il percorso è stato strutturato per rispondere alle criticità specifiche di ogni classe lavorando su pilastri fondamentali come la consapevolezza di sé, l’espressione emotiva e lo spirito di squadra. Particolare attenzione è stata dedicata alla “comunicazione gentile”, all’intelligenza emotiva e alla consapevolezza digitale. Gli esperti hanno lavorato con i ragazzi per contrastare l’abuso di smartphone, che spesso genera alterazioni del sonno, saturazione del sistema della dopamina, isolamento sociale, ansia e crollo del rendimento scolastico. L’obiettivo è stato quello di trasformare le reazioni impulsive in riflessioni consapevoli, passaggio fondamentale per lo sviluppo di un cervello ancora plastico come quello degli adolescenti.
Fondamentali sono stati i seminari finalizzati al sostegno della genitorialità, tenuti da esperti come Eleonora Palmieri, psicologa clinica, specialista Itard, neuropsicomotricista e pedagogista, e la formazione ai docenti.
Dalle attività e dai colloqui individuali sono emerse sfide educative importanti. Nelle scuole medie sono state evidenziate difficoltà nelle relazioni tra pari, bassa autostima e paura del giudizio, scarsa comunicazione emotiva con i genitori e con i pari, dipendenza tecnologica. Nelle scuole superiori invece le problematiche più rilevanti riscontrate sono state quelle a carattere familiare (pressione eccessiva per i risultati scolastici, lutti, separazioni dei genitori, scarsa comunicazione). Ma i ragazzi e le ragazze hanno anche segnalato forte ansia e ritiro sociale, dipendenza tecnologica, mancanza di interessi, scarsa comunicazione con il gruppo dei pari.
Lo “sportello di ascolto” si è confermato un presidio fondamentale, rispondendo a un bisogno diffuso di spazi sicuri e non giudicanti. Con gli esperti, che ormai hanno familiarizzato con i ragazzi, è stato possibile affrontare tempestivamente situazioni critiche come ad esempio bullismo, autolesionismo, relazioni tossiche e gestione dell’ansia.
Il bilancio di questa edizione conferma l’efficacia del progetto come strumento di prevenzione, di sostegno immediato e di costruzione del sé. La preziosa collaborazione degli istituti scolastici coinvolti continuerà anche nel prossimo anno scolastico attraverso nuove azioni volte a garantire agli studenti un ambiente scolastico sano, inclusivo e attento al loro benessere emotivo e relazionale.




