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Storie del Canile: Nio, cane ipovedente e ipoudente

“Storie del Canile di Quercia Ferrata” è la rubrica che il BUM dedica ai racconti, scritti dal personale di Azienda Multi Servizi spa che gestisce il rifugio per animali di Quercia Ferrata.
Creato con lo scopo di tenere una finestra sempre aperta sulla “straordinaria quotidianità” della vita al rifugio, questo spazio raccoglie storie liete, struggenti, allegre e anche dolorose che vedono come protagonisti questi animali e chi ha avuto o ha rapporti con loro.

Se vuoi saperne di più sul rifugio, sugli animali ospitati, su come fare per adottarne uno, puoi rivolgerti all’“Infopoint” di Azienda Multi Servizi aperto nella sede municipale di viale De Gasperi 124 (piano terra) tutti i mercoledì dalle 9 alle 13 oppure visitare il sito web dedicato del Canile Quercia Ferrata.

È stata difficile la gestione di Nio in canile.
Ha dovuto cambiare box molte volte per imparare a gestirsi in uno spazio, un box che non fosse troppo esposto ma neanche troppo nascosto, che lo isolasse.
Ha cambiato cucce e ciotole di ogni materiale e dimensione, ogni santo giorno.
Abbiamo cercato e provato di tutto per non finire per ridurre una gabbia di cemento ancora più spoglia.
Abbiamo provato a dargli dei compagni di box finché ci siamo riusciti ma erano troppe le interferenze.
Abbiamo provato a farlo interagire con altri cani ma è difficile in canile trovare un cane che abbia anche voglia di aiutare un altro.
È stata una brutta esperienza seguirlo in un faticoso percorso di affido e doverlo riprendere in canile perché un condominio di persone non ha saputo premiare la buona volontà di due bravi ragazzi che si sono impegnati tanto per aiutarlo a stare bene anche in un ambiente chiuso.
Una vera impresa proteggerlo e tutelarlo perché anche se sappiamo poco delle disabilità di un cane, quel poco che sappiamo è complicato spiegarlo a tutti.
Nonostante tutto di ogni cosa abbiamo fatto tesoro.
Un giorno è arrivata una proposta ma per sopraggiunti problemi tecnici Nio resta ancora in canile.
Dopo qualche mese finalmente succede, questa proposta può andare in porto: Nio va a vivere in un posto bello, con belle persone, professionisti esperti di disabilità, bei cani tra cui qualcuno proprio come lui.
Oggi Nio faceva il primo giorno al campo e ieri sera ci chiedevamo “chissà come se la vivrà, chissà cosa combinerà, chissà….”
Poi arriva questa foto.
Questi due cani sembrano essersi riconosciuti, vederli parlare la stessa lingua e vederli così felici di potersi esprimere e probabilmente capirsi più di quanto non sia successo finora è stato a dir poco emozionante.
Nio sorride, inconsapevole di quante persone sono orgogliose di lui.
Grazie a Monica e ad Annalisa Nio potrà avere una seconda possibilità.
Non ci dimentichiamo di quanto impegnativa e dispendiosa sia una macchina che possa muoversi a tutela dei cani disabili, per questo facciamo un invito ad una riflessione a chi si improvvisa allevatore oppure lo è, ma senza scrupoli.
Non sono sempre tutti fortunati come Nio e mollare un cane cieco e sordo in un canile è un atto crudele e inumano.

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Ufficio Stampa
Ufficio Stampahttps://bum.comunesbt.it
Ufficio Stampa del Comune di San Benedetto del Tronto

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